Chiariamo subito una cosa.. Non sono un nostalgico. Anzi ho un odio viscerale per tutti coloro che applicano ad ogni cosa l'equazione "vecchio = migliore".
Io ho adorato l'attuale generazione di console, forse è quella in cui ho comprato più giochi in assoluto. Il primo contatto per me con questa generazione è arrivato subito, acquistando al lancio Xbox360 con una copia fiammante di PGR3 (Project Gotham Racing).
Col passere del tempo ho acquistato sempre più titoli, che mi hanno soddisfatto a pieno, il primo grande amore arriva con Oblivion, le prima cazzate online con Gears of War, tutto sembrava perfetto.
E dire che forse proprio le cazzate online siano la causa del lento logorio del legame tra me e le attuali console. La rottura è iniziata quando CoD con le sue quattrocento trilioni di copie vendute a ragazzini americani obesi e brufolosi ha convinto, i vari publisher ad inserire in modo forzato l'online in qualsiasi gioco (titoli come Bioshock 2, Dead Space 2 e gli Assassin's Creed ne sono un esempio).
Poi beh... il colpo di grazia è arrivato nell'ultimo periodo ovvero quando, le varie EA, Activision ecc si sono accanite nel fare guerra al mercato dell'usato, il primo modo ed anche più semplice da adottare venuto in mente ai geni dell'industria videoludica, e forse quello anche più accettabile e meno invasivo, è quello legato agli online pass, ovvero dei codici unici inseriti in ogni copia del gioco, che una volta riscattati attivano le funzionalità online del titolo solo sulla console dove è stato riscattato.
Questo è forse il sistema più corretto di "lotta" contro l'usato, perché in effetti, chi compra un gioco di seconda mano dal gamestop di turno, senza dare un euro a chi ha prodotto il gioco, usufruendo delle modalità online, va comunque ad occupare e sfruttare dei server che per essere mantenuti operativi e permettere le varie funzionalità di rete hanno un costo di gestione per le varie soft-co abbastanza alto. C'è da dire che per quanto riesca ad accettare questo sistema, il semplice fatto che sulla piattaforma Xbox Live paghiamo già un abbonamento di sessanta euro l'anno per giocare online dovrebbe tutelarci dal dover spendere ulteriori soldi per sfruttare a pieno i giochi comprati usato o non.
Ma negli ultimi tempi un'altra nuova versione di online pass è stata inserita nei giochi, e mi riferisco a quel capolavoro di Batman Arkham City, il titolo dedicato all'uomo pipistrello non presenta alcuna modalità online, quindi come inserire l'online pass? semplice, Warner ha avuto la geniale idea di inserire un codice che permetta l'utilizzo di Catwoman in una parte corposa del gioco. Questo espediente non è innocuo come nei pass normali, visto che va mutilare una parte importante del titolo nella sua modalità principale, è una cosa che fa rabbia, anche perché dopo aver sganciato 70 euro al commesso non proprio simpatico del gamestop di turno, voi non avrete la libertà di giocarvi per sempre un titolo completo. Come? direte voi, lo hai comprato nuovo la tua Catwoman potrai usarla per sempre... Beh invece non è così.
Qui arriviamo al secondo grande punto, che mi ha indotto ad odiare sistemi online, e pass vari. Se oggi io posso collegare la mia Super Nintendo e godermi a pieno tutti i miei giochi comprati da bambino, tra 10 anni (o anche meno) quando riattaccherò la mia Xbox360\Ps3 per rigiocarmi un titolo del passato potrei non poterlo fare.
Infatti tenendo sempre come esempio Batman, non avendo la mia Catwoman su disco, ma essendo la fruizione del contenuto legata ad un pass e poi ad un conseguente download di un contenuto, quando Microsoft, o ancor prima Warner, smetteranno di tenere in servizio quei server da cui scaricare quella parte del titolo, ci ritroveremo con un gioco monco, impossibile da rigiocare al completo.
Un'altro esempio lo si può fare con Mass Effect 3, il titolo Bioware nella sua versione italiana è uscito con un grave bug che pregiudica una parte del titolo, bene, ora avete scaricato la patch e vi siete finiti il gioco senza intoppi.
Ma tra qualche anno? soprattutto con la celerità con cui EA chiude i propri server, potreste non poter più scaricare la patch, e quel gioco per voi sarà difettoso per sempre, così come tanti titoli nella nostra collezione.
In definitiva che dire, questa generazione sempre più online centrica, ci ha portato ad avere giochi pieni di bug, milioni di DLC e vari pass, la rete ed il gioco sono così legati da dare una vera e propria data di scadenza ai nostri titoli, un po' come il latte, ma con la differenza che una volta scaduti sostituirli con un altra copia non risolverà nulla. Ricollegate le vostre SNES o i vostri MegaDrive, i titoli in cartuccia a quanto pare si conservano integri per sempre.
giovedì 29 marzo 2012
sabato 25 febbraio 2012
Level One #Speciale 1: L'evoluzione di Mario
Dopo i primi tre viaggi nella storia dei videogiochi, abbiamo deciso di creare una nuova serie di speciali per la nostra rubrica di retrogame dedicata all'evoluzione del design dei personaggi più famosi.
Per inaugurare la nuova rubrica nessun eroe era più appropriato di Super Mario.
Ecco una carrellata di immagini in cui vedremo l'evoluzione del baffuto idraulico da un'ammucchiata di pixel fino alla perfezione poligonale di Mario Galaxy.
Super Mario Bros.
Super Mario Bros. 2
Super Mario World: Yoshi's Island
Super Mario Kart
Super Mario 64
Paper Mario
Mario Sunshine
New Super Mario Bros.
Super Mario Galaxy
*manca qualche titolo che cercherò di aggiungere al più presto.
C'è poco da fare, Mario è sempre Mario, che siano semplici sprites, o modelli poligonali complessissimi, rimarrà sempre il re dei platform.
Ci rivediamo prossimamente con un altro storico personaggio!!
Per inaugurare la nuova rubrica nessun eroe era più appropriato di Super Mario.
Ecco una carrellata di immagini in cui vedremo l'evoluzione del baffuto idraulico da un'ammucchiata di pixel fino alla perfezione poligonale di Mario Galaxy.
Super Mario Bros.
Super Mario Bros. 2
Super Mario Kart
Super Mario 64
Paper Mario
Mario Sunshine
New Super Mario Bros.
Super Mario Galaxy*manca qualche titolo che cercherò di aggiungere al più presto.
C'è poco da fare, Mario è sempre Mario, che siano semplici sprites, o modelli poligonali complessissimi, rimarrà sempre il re dei platform.
Ci rivediamo prossimamente con un altro storico personaggio!!
mercoledì 25 gennaio 2012
Level One #3 Beat' em up
Un genere videoludico più di tutti ha segnato la mia infanzia, e senza ombra di dubbio ha contribuito in modo concreto a farmi diventare amante di questo passatempo. Un genere ormai praticamente scomparso, ovvero i picchiaduro a scorrimento.
Il Cavaliere oscuro a differenza degli altri super eroi dei fumetti ha sempre ricevuto un trattamento di favore, che si parli di film o videogiochi i titoli di qualità sono molti.
Non c'è stato tipo di gioco che da bambino abbia amato di più, che si trovassero su console o in un cabinato impolverato del bar del mio paesino non potevo non fermarmi a giocare.
L'articolo di oggi è un ideale classifica di quelli che reputo i migliori esponenti di questo quasi defunto genere.
Il parametro è personale quindi non vi troverà magari tutti d'accordo, ma la funzione di questa top ten è un'altra, far scoprire questi giochi fantastici a chi non li ha mai giocati.
Detto questo iniziamo!!!
10 Comix Zone
Questo titolo sviluppato da Sega Technical Studio nel 1995 merita un posto nella top ten già solo per la sua innovativa ambientazione.
Infatti il protagonista Sketch Turner, disegnatore, mentre lavora al suo nuovo libro a fumetti (dal titolo Comix Zone), durante una notte tempestosa, viene colpito da un fulmine, e trasportato dentro la propria creazione. Un incipit decisamente scontato però apre la strada ad una formula decisamente innovativa, difatti il giocatore dovrà muoversi tra le varie pagine del fumetto, con trovate di gameplay davvero geniali, come il dover strappare parte di una pagina. Il titolo miscelava infatti parti canoniche da picchiaduro ad enigmi più tipici delle avventure, il nostro Sketch poteva anche usare una serie di oggetti per risolvere le più disparate situazioni che gli si paravano davanti.
9 Batman Returns
Il Cavaliere oscuro a differenza degli altri super eroi dei fumetti ha sempre ricevuto un trattamento di favore, che si parli di film o videogiochi i titoli di qualità sono molti.
Questo Batman Returns per Super Nintendo (ci furono diverse conversioni ma di qualità inferiore) sviluppato da Konami ha rappresentato secondo me il miglior titolo basato su un personaggio dei fumetti fino all'avvento della serie di Arkham.
Il gioco oltre ad avere splendide ambientazioni dark\gotiche, vantava un gameplay profondo che restituiva al giocatore una sensazione di potenza bruta tipica dell'uomo pipistrello, alcune mosse erano fantastiche(vedi foto) e coinvolgenti, un must per tutti gli amanti di Batman.
8 Castle Crashers
Il primo titolo della top ten che non è figlio degli anni 90.
Castle Crashers gioco sviluppato dal team Behemoth è l'esempio lampante di come questo genere potrebbe ancora dire tanto, grazie ad alcune trovate geniali, come l'unire alla struttura classica dei beat' em up elementi rpg, una splendida co-op fino a 4 giocatori ed un design a dir poco straordinario, il tutto condito con un umorismo senza pari.
Assolutamente da provare, questo gioco non è solo uno dei migliori picchiaduro a scorrimento mai creati, ma sicuramente uno dei migliori arcade disponibili su Xbox Live e PSnetwork.
7 Cadillac and Dinosaurs
Non è di certo il picchiaduro più famoso di Capcom, anzi per molti questo nome è più che sconosciuto. Il gioco tratto dalla serie di fumetti Xenozoic Tales, rimase confinato al solo mercato arcade sulla gloriosa scheda CPS-1.
Il gioco vantava un'ottima grafica, ed un gameplay che a differenza degli altri esponenti del genere contemporanei, si basava principalmente sulle armi, anche quelle da fuoco.
Le situazioni più esilaranti erano sicuramente assicurate dallo stile trash anni 80 che permeava il gioco sotto tutti i punti di vista.
6 Guardian Heroes
In questa chart non poteva non esserci un titolo esclusivo per la sfortunatissima Sega Saturn, console che ha rappresentato l'ultimo baluardo del 2D.
Il gioco sviluppato dai Treasure (team capace di tirare fuori solo dei cult game), è un sapiente mix di di picchiaduro ed hack & slash, con elementi rpg a rendere ancora più profondo il gameplay.
Grazie ad una splendida grafica ed a delle animazioni che ancora una volta dimostrano come l'hardware del Saturn fosse veramente eccezionale per la gestione della grafica 2D, il titolo non era solo bello da giocare ma anche da vedere quasi un piccolo manga interattivo, complice anche un design di personaggi e livelli straordinario.
Guardian Heroes è disponibile finalmente anche su XBLA.
5 Teenage Mutant Ninja Turtles
Uno dei giochi più amati degli anni 90, il picchiaduro con protagonista le 4 tartarughe è stato una piccola rivoluzione.
Il poter controllare i 4 personaggi era qualcosa di eccezionale, le splendide boss fight, e la possibilità di interagire con elementi dello stage per bloccare i nemici(tipo affettare in due un idrante).
Ora è disponibile una versione anche su XBLA e PSN, da giocare in co-op con qualche amico è fantastico ed ancora attuale.
4 The King of Dragons
Altro titolo Capcom non conosciutissimo, ma di straordinaria qualità, per tutti gli amanti del Fantasy rappresenta il top.
Infatti il gioco permetteva di scegliere tra 5 personaggi\classi, Stregone, Guerriero, Elfo, Nano e Chierico. In pieno stile Dungeons & Dragons.
Altra caratteristica distintiva di questo titolo erano le massicce e bellissime Boss Fight di fine livello, che davano la possibilità di affrontare ogni tipo di bestia Fantasy. Da giocare assolutamente!!
3 Streets of Rage
L'unico competitor capace di impensierire Capcom ed il suo dominio in questo genere fu Sega, con i tre capitoli di Streets of rage, titolo tecnicamente straordinario, con un gameplay ed uno stile grafico di altissimo livello.
I quattro protagonisti Axel, Adam, Blaze e Hunter, si trovavano a combattere per le strade di una città corrotta e pericolosa, per sgominare una spietata organizzazione criminale che aveva corrotto tutte le più alte sfere politiche, e la polizia, assumendo di fatto il controllo assoluto della metropoli.
Da segnalare le straordinarie musiche composte dal genio Yuzo Koshiro.
2 Double Dragon

EPOCALE.
Una sola parola basta per riassumere al meglio la grandezza del titolo sviluppato nel 1987 dal team Technos Japan.
Il gioco racconta la storia di Billy e Jimmy Lee, ambientato in una New York post catastrofe nucleare, in cui i due fratelli lottano per la sopravvivenza, il gioco vantava una storia emozionante con momenti straordinariamente memorabili come la scena finale in cui i due fratelli si scontrano uno contro l'altro.
Double Dragon oltre ad una storia e ad un livello tecnico eccezionali per l'epoca, introdusse meccaniche di gameplay rivoluzionarie, da cui presero spunto tutti i titoli a seguire, non solo del genere Beat 'em up, tra le varie innovazioni non possiamo non segnalare la straordinaria modalità cooperativa, il classico game play a scorrimento(si è praticamente il titolo che ha coniato il termine picchiaduro a scorrimento) e la possibilità di raccogliere le armi dei nemici.
Uscirono vari seguiti del titolo, alcuni di buona qualità altri da dimenticare.
1 Final Fight
Non è stato assolutamente facile assegnare il primo posto, fino all'ultimo mi sono chiesto chi lo meritasse di più tra Double Dragon e Final Fight.
Poi la mia scelta è caduta sul titolo Capcom, infatti il gioco con protagonisti Guy, Cody e Haggard, rappresenta il punto più alto toccato da questo genere, capace di affinare le innovazioni e le meccaniche portate dal titolo Technos, ed introdusse nuove meccaniche. Come l'innovativo sistema di prese, per cui bastava far entrare in contatto lo sprites del personaggio con quello di un nemico ed automaticamente sarebbe entrata la presa.
Il sistema di controllo basato su solo due pulsanti, con un tasto infatti si concatenava una combo mista pugni e calci, premendo poi il tasto per colpire e quello per il salto si sarebbe scatenata una potente mossa speciale che col prezzo di un po' di energia vitale avrebbe spazzato via tutti i nemici vicini, l'interfaccia a schermo che permetteva di vedere la barra d'energia dei nemici e poi la marcata differenza dello stile di combattimento tra i tre protagonisti selezionabili.
La storia si svolge nei vari quartieri di Metro City, città controllata dalla malvagia organizzazione criminale Mad Gear. I tre cercheranno di salvare Jessica, figlia di Haggard, sindaco della città, e fidanzata di Cody, che per salvare la propria donna chiede aiuto al suo fido amico esperto di Ninjutsu Guy.
Il gioco tra splendidi livelli ed intense Boss Fight riesce ad essere coinvolgente dal primo all'ultimo secondo.
Immancabile nella collezione di ogni videogiocatore.
Di Final Fight sono usciti altri due seguiti ma purtroppo di qualità decisamente inferiore, ed un picchiaduro poco riuscito con meccaniche non a scorrimento su Sega Saturn.
Questo nuovo capitolo di Level One è finito, a presto!! e mi raccomando giocate tutti questi straordinari titoli della top ten.
Altro titolo Capcom non conosciutissimo, ma di straordinaria qualità, per tutti gli amanti del Fantasy rappresenta il top.
Infatti il gioco permetteva di scegliere tra 5 personaggi\classi, Stregone, Guerriero, Elfo, Nano e Chierico. In pieno stile Dungeons & Dragons.
Altra caratteristica distintiva di questo titolo erano le massicce e bellissime Boss Fight di fine livello, che davano la possibilità di affrontare ogni tipo di bestia Fantasy. Da giocare assolutamente!!
3 Streets of Rage
L'unico competitor capace di impensierire Capcom ed il suo dominio in questo genere fu Sega, con i tre capitoli di Streets of rage, titolo tecnicamente straordinario, con un gameplay ed uno stile grafico di altissimo livello.
I quattro protagonisti Axel, Adam, Blaze e Hunter, si trovavano a combattere per le strade di una città corrotta e pericolosa, per sgominare una spietata organizzazione criminale che aveva corrotto tutte le più alte sfere politiche, e la polizia, assumendo di fatto il controllo assoluto della metropoli.
Da segnalare le straordinarie musiche composte dal genio Yuzo Koshiro.
2 Double Dragon

EPOCALE.
Una sola parola basta per riassumere al meglio la grandezza del titolo sviluppato nel 1987 dal team Technos Japan.
Il gioco racconta la storia di Billy e Jimmy Lee, ambientato in una New York post catastrofe nucleare, in cui i due fratelli lottano per la sopravvivenza, il gioco vantava una storia emozionante con momenti straordinariamente memorabili come la scena finale in cui i due fratelli si scontrano uno contro l'altro.
Double Dragon oltre ad una storia e ad un livello tecnico eccezionali per l'epoca, introdusse meccaniche di gameplay rivoluzionarie, da cui presero spunto tutti i titoli a seguire, non solo del genere Beat 'em up, tra le varie innovazioni non possiamo non segnalare la straordinaria modalità cooperativa, il classico game play a scorrimento(si è praticamente il titolo che ha coniato il termine picchiaduro a scorrimento) e la possibilità di raccogliere le armi dei nemici.
Uscirono vari seguiti del titolo, alcuni di buona qualità altri da dimenticare.
1 Final Fight
Non è stato assolutamente facile assegnare il primo posto, fino all'ultimo mi sono chiesto chi lo meritasse di più tra Double Dragon e Final Fight.
Poi la mia scelta è caduta sul titolo Capcom, infatti il gioco con protagonisti Guy, Cody e Haggard, rappresenta il punto più alto toccato da questo genere, capace di affinare le innovazioni e le meccaniche portate dal titolo Technos, ed introdusse nuove meccaniche. Come l'innovativo sistema di prese, per cui bastava far entrare in contatto lo sprites del personaggio con quello di un nemico ed automaticamente sarebbe entrata la presa.
Il sistema di controllo basato su solo due pulsanti, con un tasto infatti si concatenava una combo mista pugni e calci, premendo poi il tasto per colpire e quello per il salto si sarebbe scatenata una potente mossa speciale che col prezzo di un po' di energia vitale avrebbe spazzato via tutti i nemici vicini, l'interfaccia a schermo che permetteva di vedere la barra d'energia dei nemici e poi la marcata differenza dello stile di combattimento tra i tre protagonisti selezionabili.
La storia si svolge nei vari quartieri di Metro City, città controllata dalla malvagia organizzazione criminale Mad Gear. I tre cercheranno di salvare Jessica, figlia di Haggard, sindaco della città, e fidanzata di Cody, che per salvare la propria donna chiede aiuto al suo fido amico esperto di Ninjutsu Guy.
Il gioco tra splendidi livelli ed intense Boss Fight riesce ad essere coinvolgente dal primo all'ultimo secondo.
Immancabile nella collezione di ogni videogiocatore.
Di Final Fight sono usciti altri due seguiti ma purtroppo di qualità decisamente inferiore, ed un picchiaduro poco riuscito con meccaniche non a scorrimento su Sega Saturn.
Questo nuovo capitolo di Level One è finito, a presto!! e mi raccomando giocate tutti questi straordinari titoli della top ten.
lunedì 2 gennaio 2012
Merry Gearmas
Le festività sono ormai finite, ma non per questo la Bob Company deve dimenticarsi delle buone maniere. Facciamo quindi a tutti gli auguri di un nuovo anno possibilmente favorevole, salutandovi con il nostro tradizionale video natalizio.
mercoledì 30 novembre 2011
CompanyTube
La Bob Company nasce prima di tutto come gruppo di gioco.
E quindi non potevamo esimerci dal mostrarvi un po' delle nostre esilaranti sessioni di gioco, la sezione video diventerà parte fondamentale del blog, quindi continuate a seguirci ne vedrete delle belle!!
giovedì 17 novembre 2011
Harder, better, faster, deadlier.
Per noi appassionati di videogiochi, il Natale arriva sempre prima. Un mese prima, per la precisione. Novembre è il mese in cui vengono sparate le cartucce migliori, ovviamente tutte mirate al nostro già sottile portafogli. In particolare quest'anno, capolavori come Skyrim, Batman: Arkham City ed il nuovo Zelda hanno definito nuovi standard qualitativi, costringendo la stampa specializzata ed i fan sulla rete a scrivere opinioni a prova di pelo nell'uovo, per una volta. Nonostante questa sagra dell'abbondanza, il nostro sguardo è andato a posarsi invece su qualcosa di diverso, qualcosa di misterioso, qualcosa di sadico e perverso. Tranquilli, stiamo parlando ancora di videogiochi. La confezione parla chiaro: "Preparati a morire". Oh, certo. C'è scritto anche su quella di Fifa, ormai. Solo che, come abbiamo avuto modo di scoprire già dal tutorial, i programmatori di Dark Souls dicevano sul serio. Dannatamente sul serio. Ora, la nostra non vuole essere una recensione, perchè non è di questo che si occupa la nostra pagina. Ma per chi non lo conoscesse, Dark Souls è un gioco di ruolo giapponese la cui caratteristica principale è quella d'essere "deliziosamente" difficile. Deliziosamente? Siete sadici? No, no, lasciateci spiegare. Il gioco è strutturato in modo da non aiutare minimamente il giocatore, a parte il breve tutorial iniziale (anche lui avido di spiegazioni). Il mondo di gioco non contiene alcun indizio su dove andare, su cosa fare e su come sopravvivere. E senza queste informazioni, il giocatore deve "barattare" continuamente la sua vita per ottenerle, fino a quando non diventa abbastanza sicuro e consapevole di ciò che può, o non può, fare. Anche una tranquilla passeggiata su di un ponte di pietra può rivelarsi fatale, quando a metà strada la vostra ombra viene oscurata da quella di un enorme drago in picchiata il cui soffio infuocato vi fonde l'armatura alla pelle. Nessun preavviso, nessun salvataggio, la lezione di vita, o per meglio dire, di morte, è servita. E si parte da capo. Dark Souls non punisce chi non è un mostro con il pad, punisce l'ignoranza e l'avventatezza. Ma i frequenti "Game Over" non sono frustranti come potreste giustamente immaginare. Il concetto di "difficoltà" nei videogiochi è cambiato drasticamente negl'ultimi anni, parallelamente al cambio dell'utenza stessa. Le console casalinghe e portatili sono ormai una realtà che non desta più alcun scalpore, nè disprezzo in quelli che hanno sempre considerato questo media come un intrattenimento per disadattati sociali. Allo stesso modo, la commercializzazione si è estesa ad una fascia d'età più ampia, che al giorno d'oggi comprende quindi adulti, giovani, giovanissimi e neonati che non possono ancora permettersi l'iPhone. Di conseguenza, per andare incontro ai gusti di tutti, i videogiochi moderni vengono sviluppati con un grado di sfida piuttosto accomodante, offrendo ai giocatori tutti gli strumenti ed i consigli necessari per portarli a termine fin dall'inizio. Detto in breve, i giochi moderni sono fatti per essere finiti. E paradossalmente, questa filosofia è ancora più visibile se si decide d'aumentare il grado di sfida. Perché è proprio in quel momento che il gioco viene meno nella sua stessa struttura. Immaginate ad esempio d'essere il protagonista di Call of Duty, un soldato d'elité pluridecorato che deve affrontare oceani di nemici in situazioni da film di Micheal Bay. Immaginate carri nemici che sbucano dalle colline e plotoni di russi che si affacciano dai palazzi per salutarvi con cascate di piombo incandescente. A difficoltà normale, la maggior parte di quei proiettili andrebbe a vuoto, come nella migliore tradizione dei film d'azione, lasciandovi tutto il tempo d'abbatterli ad uno ad uno senza neanche cercare riparo. A difficoltà elevata invece, con i terroristi sostituiti da cecchini ucraini veterani e un giubbotto antiproiettile capace di resistere al massimo ad una carezza del vento, ecco che quella stessa situazione diventa improvvisamente un incubo mortale. Il numero dei nemici è lo stesso, il livello è lo stesso, ma ora non siete più voi quelli che si divertono.Proprio perchè è una situazione studiata per essere affrontata in un certo modo e con certe premesse (in questo caso, il numero maggiore di nemici in relazione alla loro scarsa abilità), che si sgretolano come la vostra pazienza quando vi accorgete che il computer è palesemente in vantaggio su di voi. Il giocare così perde d'ogni significato, come lo perderebbe una partita di calcio se una delle due squadre fosse costretta a far scendere in campo solo la metà dei giocatori. Una volta però, era tutto diverso (qualcuno ci metta la musica da ricordo nostalgico in sottofondo, per favore). Quando i videogiochi andavano ancora a gettoni e pixel (parlo degl'anni '80-90 per chi non ha altari dedicati allo SNES o al Master System in camera), ogni titolo aveva una difficoltà cieca ad ogni supplica e lamentela: o ne eri all'altezza, o lasciavi perdere. Non bastava solo la pratica, bisogna ingegnarsi come l'A-Team per avere ragione degli ostacoli e concentrarsi come ginnasti olimpionici per non vedersi costretti a lanciare pad sul pavimento o calci al cabinato. Eppure, l'inclemenza di quei giochi non era un problema per noi giocatori, perchè la sfida, nonostante l'intolleranza agl'errori, era comunque leale. Usando la stessa similitudine della partita di sopra, i vecchi giochi erano come una partita tra Piacenza e Brasile: si partiva sfavoriti, non si sapeva come sarebbe finita, ma il Brasile non aveva vantaggi reali su di voi. Undici contro undici. E se ci si impegnava, si poteva vincere lo stesso. Questo è lo spirito che speravamo di rivedere in Dark Souls e che ci ha spinto all'acquisto. Una sfida difficile ma leale. Una competizione dura ma sana. Una prova faticosa per i propri nervi ma una gioia infinita per il proprio orgoglio. E credeteci, nulla vi regala più gioia del sentire quel boss colossale schiantarsi al suolo dopo che il vostro personaggio gli ha inflitto il colpo di grazia. Specie se non avete avuto alcun aiuto o alcun consiglio su come abbatterlo. E' come un buon liquore, all'inizio può bruciarvi il palato, ma dopo vi ricompensa con il suo retrogusto delizioso. Ed ora scusateci, noi andiamo a farci un altro bicchiere.
mercoledì 12 ottobre 2011
Level One #2 L'era dei "GameBoy,"
120milioni di Game Boy e Game Boy Color venduti sono una cifra esorbitante, che di per sé anche se nel freddo linguaggio numerico, testimoniano quanto la prima console portatile made in Nintendo, sia stata (passatemi il parallelismo) "l'iPod" degli anni 90. E se non bastasse aggiungendo le circa 76 milioni di unità del Game Boy Advance e le 22 della versione SP, le prove che il GB (da ora in poi lo abbrevieremo così perché fa molto figo) sia stato un vero è proprio fenomeno di massa sono evidenti.La storia dei videogiochi (dimostrazione ne è quella più recente) insegna quanto spesso le idee più semplici possano essere, paradossalmente le più accattivanti per noi videogiocatori\consumatori. Difatti il primo Game Boy non era di certo la console più potente o tecnologicamente più avanzata sul mercato, anzi Atari Lynx e SEGA GameGear erano mostri di potenza bruta, con bellissimi schermi a colori e retro illuminati, hardware paragonabili alle console da salotto, le rendevano quasi oggetti arrivati direttamente dal futuro.
Ma avevano un grandissimo, insormontabile difetto, la loro potenza e le loro avanguardistiche funzioni rendevano le due console molto poco "portatili".
La macchina Nintendo con un piccolo cuoricino ad 8-bit, un piccolo schermo che riproduceva "solo" 4 gradi di grigio più il verde ed il nero, riusciva invece ad essere oggetto veramente tascabile divenendo in pochissimo tempo oggetto di culto per ogni ragazzino dell'epoca.
Il tutto accompagnato da una campagna marketing aggressiva e riuscitissima di Nintendo, capace di annientare le visioni di Atari del tipo: "Il Lynx lo facciamo bello grosso così non diamo l'impressione di far spendere i soldi a casaccio, e poco ci frega se ci vuole un trolley per portarla in giro", o di SEGA: "Facciamo lo schermo bello luminoso, gigante ed a colori, anche se dovrete essere azionisti della Energizer per potervi permettere di giocare".
Il Game Boy entrava più o meno in ogni tasca e con 4 batterie AA permetteva qualcosa come 35 ore di gioco, impensabili per le concorrenti dove con sei AA si aveva un autonomia di si e no 4 ore. Con un'autonomia del genere era un compagno ideale per i viaggi in treno, o anche per una partita mordi e fuggi nel tragitto da scuola\lavoro a casa.
Console alla mano poi il gap tecnico scompariva grazie ad un parco giochi maestoso, da Tetris, a Super Mario Land e The Legend of Zelda Link's awakening, i vari Pokemòn, ed un numero infinito di titoli con cui potrei continuare ad annoiarvi stilando una lista infinita.
E poi il GB poteva contare su caratteristiche uniche, come il cavo link per il multiplayer, la GameBoy Camera, che anticipa di anni il concetto di videocamera e videogiochi visti poi con eye toy e recentemente con Kinect, e non possiamo dimenticare la GameBoy printer che permetteva di stampare le foto scattate con la GB camera.
Altri accessori come il Super Game Boy che dava la possibilità di giocare ai titoli su cui compariva l'apposito logo, sulla tv di casa grazie ad un adattatore in cui infilare la cartuccia del GB e poi inserirlo nel Super Nintendo.
Ed infine con la versione color, non si può non citare il transfer pack, che permetteva di scambiare dati con la leggendaria Nintendo 64.
Negli anni ci furono vari restyling della console, da una semplice versione con un audio più potente chiamata: "Game Boy Play It Loud!", alla versione snellita "Pocket".
Del Pocket uscì anche una versione con schermo retroilluminato dall'originalissimo nome "Light", che fu venduto però nel solo Giappone in pochissimi pezzi, e rappresenta infatti il pezzo più raro per i collezionisti, un'unità viene venduta anche a più di mille euro.
Tutte le versioni erano vendute in miriadi di colori diversi, il color anche con case colorati e trasparenti molto simili a quelli del Nintendo 64.
Ho volutamente lasciato da parte la versione Advance di cui vi parleremo più avanti, e parleremo anche in modo approfondito dei titoli più rappresentativi della famiglia Game Boy.
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