mercoledì 30 novembre 2011

CompanyTube

La Bob Company nasce prima di tutto come gruppo di gioco.
E quindi non potevamo esimerci dal mostrarvi un po' delle nostre esilaranti sessioni di gioco, la sezione video diventerà parte fondamentale del blog, quindi continuate a seguirci  ne vedrete delle belle!!



giovedì 17 novembre 2011

Harder, better, faster, deadlier.



Per noi appassionati di videogiochi, il Natale arriva sempre prima. Un mese prima, per la precisione. Novembre è il mese in cui vengono sparate le cartucce migliori, ovviamente tutte mirate al nostro già sottile portafogli. In particolare quest'anno, capolavori come Skyrim, Batman: Arkham City ed il nuovo Zelda hanno definito nuovi standard qualitativi, costringendo la stampa specializzata ed i fan sulla rete a scrivere opinioni a prova di pelo nell'uovo, per una volta. Nonostante questa sagra dell'abbondanza, il nostro sguardo è andato a posarsi invece su qualcosa di diverso, qualcosa di misterioso, qualcosa di sadico e perverso. Tranquilli, stiamo parlando ancora di videogiochi. La confezione parla chiaro: "Preparati a morire". Oh, certo. C'è scritto anche su quella di Fifa, ormai. Solo che, come abbiamo avuto modo di scoprire già dal tutorial, i programmatori di Dark Souls dicevano sul serio. Dannatamente sul serio. Ora, la nostra non vuole essere una recensione, perchè non è di questo che si occupa la nostra pagina. Ma per chi non lo conoscesse, Dark Souls è un gioco di ruolo giapponese la cui caratteristica principale è quella d'essere "deliziosamente" difficile. Deliziosamente? Siete sadici? No, no, lasciateci spiegare. Il gioco è strutturato in modo da non aiutare minimamente il giocatore, a parte il breve tutorial iniziale (anche lui avido di spiegazioni). Il mondo di gioco non contiene alcun indizio su dove andare, su cosa fare e su come sopravvivere. E senza queste informazioni, il giocatore deve "barattare" continuamente la sua vita per ottenerle, fino a quando non diventa abbastanza sicuro e consapevole di ciò che può, o non può, fare. Anche una tranquilla passeggiata su di un ponte di pietra può rivelarsi fatale, quando a metà strada la vostra ombra viene oscurata da quella di un enorme drago in picchiata il cui soffio infuocato vi fonde l'armatura alla pelle. Nessun preavviso, nessun salvataggio, la lezione di vita, o per meglio dire, di morte, è servita. E si parte da capo. Dark Souls non punisce chi non è un mostro con il pad, punisce l'ignoranza e l'avventatezza. Ma i frequenti "Game Over" non sono frustranti come potreste giustamente immaginare.  Il concetto di "difficoltà" nei videogiochi è cambiato drasticamente negl'ultimi anni, parallelamente al cambio dell'utenza stessa. Le console casalinghe e portatili sono ormai una realtà che non desta più alcun scalpore, nè disprezzo in quelli che hanno sempre considerato questo media come un intrattenimento per disadattati sociali. Allo stesso modo, la commercializzazione si è estesa ad una fascia d'età più ampia, che al giorno d'oggi comprende quindi adulti, giovani, giovanissimi e neonati che non possono ancora permettersi l'iPhone. Di conseguenza, per andare incontro ai gusti di tutti, i videogiochi moderni vengono sviluppati con un grado di sfida piuttosto accomodante, offrendo ai giocatori tutti gli strumenti ed i consigli necessari per portarli a termine fin dall'inizio. Detto in breve, i giochi moderni sono fatti per essere finiti. E paradossalmente, questa filosofia è ancora più visibile se si decide d'aumentare il grado di sfida. Perché è proprio in quel momento che il gioco viene meno nella sua stessa struttura. Immaginate ad esempio d'essere il protagonista di Call of Duty, un soldato d'elité pluridecorato che deve affrontare oceani di nemici in situazioni da film di Micheal Bay. Immaginate carri nemici che sbucano dalle colline e plotoni di russi che si affacciano dai palazzi per salutarvi con cascate di piombo incandescente. A difficoltà normale, la maggior parte di quei proiettili andrebbe a vuoto, come nella migliore tradizione dei film d'azione, lasciandovi tutto il tempo d'abbatterli ad uno ad uno senza neanche cercare riparo. A difficoltà elevata invece, con i terroristi sostituiti da cecchini ucraini veterani e un giubbotto antiproiettile capace di resistere al massimo ad una carezza del vento, ecco che quella stessa situazione diventa improvvisamente un incubo mortale.  Il numero dei nemici è lo stesso, il livello è lo stesso, ma ora non siete più voi quelli che si divertono.
Proprio perchè è una situazione studiata per essere affrontata in un certo modo e con certe premesse (in questo caso, il numero maggiore di nemici in relazione alla loro scarsa abilità), che si sgretolano come la vostra pazienza quando vi accorgete che il computer è palesemente in vantaggio su di voi. Il giocare così perde d'ogni significato, come lo perderebbe una partita di calcio se una delle due squadre fosse costretta a far scendere in campo solo la metà dei giocatori.  Una volta però, era tutto diverso (qualcuno ci metta la musica da ricordo nostalgico in sottofondo, per favore). Quando i videogiochi andavano ancora a gettoni e pixel (parlo degl'anni '80-90 per chi non ha altari dedicati allo SNES o al Master System in camera), ogni titolo aveva una difficoltà cieca ad ogni supplica e lamentela: o ne eri all'altezza, o lasciavi perdere. Non bastava solo la pratica, bisogna ingegnarsi come l'A-Team per avere ragione degli ostacoli e concentrarsi come ginnasti olimpionici per non vedersi costretti a lanciare pad sul pavimento o calci al cabinato. Eppure, l'inclemenza di quei giochi non era un problema per noi giocatori, perchè la sfida, nonostante l'intolleranza agl'errori, era comunque leale. Usando la stessa similitudine della partita di sopra, i vecchi giochi erano come una partita tra Piacenza e Brasile: si partiva sfavoriti, non si sapeva come sarebbe finita, ma il Brasile non aveva vantaggi reali su di voi. Undici contro undici. E se ci si impegnava, si poteva vincere lo stesso. Questo è lo spirito che speravamo di rivedere in Dark Souls e che ci ha spinto all'acquisto. Una sfida difficile ma leale. Una competizione dura ma sana. Una prova faticosa per i propri nervi ma una gioia infinita per il proprio orgoglio. E credeteci, nulla vi regala più gioia del sentire quel boss colossale schiantarsi al suolo dopo che il vostro personaggio gli ha inflitto il colpo di grazia. Specie se non avete avuto alcun aiuto o alcun consiglio su come abbatterlo. E' come un buon liquore, all'inizio può bruciarvi il palato, ma dopo vi ricompensa con il suo retrogusto delizioso. Ed ora scusateci, noi andiamo a farci un altro bicchiere.

mercoledì 12 ottobre 2011

Level One #2 L'era dei "GameBoy,"

120milioni di Game Boy e Game Boy Color venduti sono una cifra esorbitante, che di per sé anche se nel freddo linguaggio numerico, testimoniano quanto la prima console portatile made in Nintendo, sia stata (passatemi il parallelismo) "l'iPod" degli anni 90. E se non bastasse aggiungendo le circa 76 milioni di unità del Game Boy Advance e le 22 della versione SP, le prove che il GB (da ora in poi lo abbrevieremo così perché fa molto figo) sia stato un vero è proprio fenomeno di massa sono evidenti.

La storia dei videogiochi (dimostrazione ne è quella più recente) insegna quanto spesso le idee più semplici possano essere, paradossalmente le più accattivanti per noi videogiocatori\consumatori. Difatti il primo Game Boy non era di certo la console più potente o tecnologicamente più avanzata sul mercato, anzi Atari Lynx e SEGA GameGear erano mostri di potenza bruta, con bellissimi schermi a colori e retro illuminati, hardware paragonabili alle console da salotto, le rendevano quasi oggetti arrivati direttamente dal futuro.
Ma avevano un grandissimo, insormontabile difetto, la loro potenza e le loro avanguardistiche funzioni rendevano le due console molto poco "portatili".

La macchina Nintendo con un piccolo cuoricino ad 8-bit, un piccolo schermo che riproduceva "solo" 4 gradi di grigio più il verde ed il nero, riusciva invece ad essere oggetto veramente tascabile divenendo in pochissimo tempo oggetto di culto per ogni ragazzino dell'epoca.
Il tutto accompagnato da una campagna marketing aggressiva e riuscitissima di Nintendo, capace di annientare le visioni di Atari del tipo: "Il Lynx lo facciamo bello grosso così non diamo l'impressione di far spendere i soldi a casaccio, e poco ci frega se ci vuole un trolley per portarla in giro", o di SEGA: "Facciamo lo schermo bello luminoso, gigante ed a colori, anche se dovrete essere azionisti della Energizer per potervi permettere di giocare".
Il Game Boy entrava più o meno in ogni tasca e con 4 batterie AA permetteva qualcosa come 35 ore di gioco, impensabili per le concorrenti dove con sei AA si aveva un autonomia di si e no 4 ore. Con un'autonomia del genere era un compagno ideale per i viaggi in treno, o anche per una partita mordi e fuggi nel tragitto da scuola\lavoro a casa.

Console alla mano poi il gap tecnico scompariva grazie ad un parco giochi maestoso, da Tetris, a Super Mario Land e The Legend of Zelda Link's awakening, i vari Pokemòn, ed un numero infinito di titoli con cui potrei continuare ad annoiarvi stilando una lista infinita.

E poi il GB poteva contare su caratteristiche uniche, come il cavo link per il multiplayer, la GameBoy Camera, che anticipa di anni il concetto di videocamera e videogiochi visti poi con eye toy e recentemente con Kinect, e non possiamo dimenticare la GameBoy printer che permetteva di stampare le foto scattate con la GB camera.
Altri accessori come il Super Game Boy che dava la possibilità di giocare ai titoli su cui compariva l'apposito logo, sulla tv di casa grazie ad un adattatore in cui infilare la cartuccia del GB e poi inserirlo nel Super Nintendo.
Ed infine con la versione color, non si può non citare il transfer pack, che permetteva di scambiare dati con la leggendaria Nintendo 64.

Negli anni ci furono vari restyling della console, da una semplice versione con un audio più potente chiamata: "Game Boy Play It Loud!", alla versione snellita "Pocket".
Del Pocket uscì anche una versione con schermo retroilluminato dall'originalissimo nome "Light", che fu venduto però nel solo Giappone in pochissimi pezzi, e rappresenta infatti il pezzo più raro per i collezionisti, un'unità viene venduta anche a più di mille euro.

Tutte le versioni erano vendute in miriadi di colori diversi, il color anche con case colorati e trasparenti molto simili a quelli del Nintendo 64.

Ho volutamente lasciato da parte la versione Advance di cui vi parleremo più avanti, e parleremo anche in modo approfondito dei titoli più rappresentativi della famiglia Game Boy.

lunedì 19 settembre 2011

Level One #1 "Ricchezza Mentale"

Prima puntata della più tosta rubrica sulla storia dei videogame:
Level One, questo nome perché parleremo di tutta la metamorfosi che ha subito il nostro amato media nei suoi ormai tre decenni di vita, da quando è nato sul finire degli anni settanta fino ai giorni nostri.
Parleremo di titoli e console su cui, insieme ai nostri personaggi preferiti sono nate le storie appassionanti che portiamo nei nostri cuori da nerd. E vedremo come i videogiochi in effetti siano cresciuti con noi.

In questa prima puntata parleremo di un momento particolare in cui il medium video ludico inizia il suo cammino verso la ridefinizione del proprio status di gioco elettronico per bambini, per diventare finalmente un mezzo di intrattenimento per ogni età, alla pari dei media più anziani.
Anche se in realtà i titoli per ragazzi più cresciuti sono sempre stati presenti su ogni console e pc fin dagli albori, era la concezione che di questi aveva il grande pubblico ad essere infantile, le pubblicità delle console per gran parte degli anni ottanta e novanta erano di scarsa qualità, scontate, ed impostate in modo molto simile a quelle di un qualsiasi giocattolo. E così facendo passava l’errato messaggio di un media senza profondità adatto a bambini o al massimo a ragazzini adolescenti e brufolosi.
Famosi gli spot di Nintendo e Sega con testimonial poco adatti, girate in modo pessimo. Il primo piccolissimo passo verso spot di qualità migliore, seppur sempre rivolto a quel target adolescenziale che si credeva l'unico mercato possibile, Gig elettronics (che ai tempi distribuiva sul territorio italiano le console ed il software Nintendo) con la campagna pubblicitaria dello SNES ed il famoso slogan “Tutto il resto è game over” riusci forse per la prima volta in italia a creare una campagna pubblicitaria un po' più riuscita e meno scontata, anche se la macchina delle meraviglie Nintendo all'epoca si vendeva praticamente da sola. Anche se discreta qualità comunque, quello spot continuava a dare un immagine ancora troppo infantile del media, e poco veritiera del media.
Il punto di rottura di cui parlavo in apertura arriva nel 1998, la Playstation di Sony era stata da poco lanciata sul mercato italiano, ed in TV venne trasmesso lo spot che rappresenta in pieno la filosofia della casa giapponese, che ha portato al successo mondiale il marchio PS.
Lo spot girato da Chris Cunningham ha una potenza pari a quella di un terremoto, una ragazza dalle sembianze aliene parla per tutto il mezzo minuto della pubblicità non di grafica o di mascotte “pacioccose”, ma bensì viene creato un discorso quasi “filosofico” su quello che è il videogioco e la “ricchezza mentale” di cui sono oggetto le parole della protagonista riuscivano a catturare l'attenzione dello spettatore e fissare bene il messaggio che era una perfetta sintesi di quello che è il videogioco moderno.
Un contenitore di storie mature e mondi fantastici, che riesce a farci distrarre dalla monotonia e dalle difficoltà quotidiane.
Sony con quella campagna pubblicitaria centrò tutti gli obbiettivi, fece intendere subito qual’ era la loro idea di video game, cambiò la concezione stessa dell’avere una console nel proprio salotto, che passò dall'essere “giocattolo” rilegato alla tv della cameretta del figlio, ad oggetto immancabile sotto ogni televisore vicino al proprio video registratore (siamo nel 98 ancora di dvd nemmeno l’ombra).
Certo, ancora il media non era maturo ed è anche vero che ancora non lo è totalmente, ma quello fu il primo grande passo verso una nuova concezione e percezione del valore del medium videoludico da parte dei consumatori e delle società che lavorano in questo settore.
Sony ha poi cercato di bissare il successo con altri spot strani, ma nessuno è riuscito poi ad avere la potenza di questo. Ma ne parleremo nelle prossime puntate.



Roberto "Bob" Isabella Valenzi

lunedì 29 agosto 2011

Ecco una lista dei titoli (e DLC) in uscita per Xbox360 da oggi fino al 25 novembre. (lista che verrà aggiornata in caso di variazioni)

Baconing
31 agosto 2011

Mortal Kombat Arcade Kollection
31 agosto 2011

Rock of Ages
31 agosto 2011

Ugly Americans: Apocalypsegeddon
31 agosto 2011

Double Dragon II: Wander of the Dragons
1 settembre 2011

Bodycount
2 settembre 2011

Champion Jockey : G1 Jockey & Gallop Racer
2 settembre 2011

Driver: San Francisco
2 settembre 2011

Lanterna Verde: l'Ascesa dei Manhunters
2 Settembre 2011

Madden NFL 12
2 settembre 2011

Bloodrayne: Betrayal
7 settembre 2011 XBLA - 6 settembre 2011 PSN

El Shaddai: Ascension of the Metatron
8 settembre 2011

Air Conflicts: Secret Wars
9 settembre 2011

Dead Island
9 settembre 2011

NHL 12
9 settembre 2011

Rise of Nightmares
9 Settembre 2011

Warhammer 40.000: Space Marine
9 settembre 2011

The Gunstringer
16 settembre 2011


Fallout: New Vegas - Lonesome Road
20 settembre 2011

Gears of War 3
20 settembre 2011

F1 2011
23 settembre 2011

Supremacy MMA
23 settembre 2011

Defenders of Ardania
27 settembre 2011

X-Men: Destiny
27 Settembre 2011

Pro Evolution Soccer 2012
29 settembre 2011

Dance! It's Your Stage
30 settembre 2011

FIFA 12
30 settembre 2011

Dark Souls
7 ottobre 2011

NBA 2K12
7 ottobre 2011

RAGE
7 ottobre 2011

Forza Motorsport 4
11 ottobre 2011

Just Dance 3
11 ottobre 2011

Kinectimals - Bear Island
11 ottobre 2011

Ace Combat: Assault Horizon
14 ottobre 2011

Dead Rising 2 - Off the Record
14 Ottobre 2011

Spider-Man: Edge of Time
14 Ottobre 2011

Batman: Arkham City
20 ottobre 2011 PAL

Dance Central 2
21 ottobre 2011

Kinect Sports Season Two
25 ottobre 2011

Silent Hill Downpour
25 ottobre 2011

Motionsports Adrenaline
27 ottobre 2011

Battlefield 3
28 Ottobre 2011

Dragon Ball Z: Ultimate Tenkaichi
28 ottobre 2011

Michael Phelps - Push The Limit
28 ottobre 2011

Cabela's Survival: Shadows of Katmai
1 novembre 2011

Il Signore degli Anelli - La Guerra del Nord
1 novembre 2011

Raving Rabbids Alive & Kicking
3 novembre 2011

Call of Duty: Modern Warfare 3
8 novembre 2011

Your Shape Fitness Evolved 2012
10 novembre 2011

Minecraft
11 Novembre 2011
The Elder Scrolls V: Skyrim
11 Novembre 2011

Assassin's Creed: Revelations
15 Novembre 2011

Halo: Combat Evolved Anniversary
15 Novembre 2011

Jurassic Park: The Game
15 novembre 2011

15 novembre 2011

Need for Speed: The Run
18 Novembre 2011

Metal Gear Solid HD Collection
25 novembre 2011

domenica 28 agosto 2011

Saints Row: The Third Luchadores Trailer

Il secondo capitolo di Saints Row è stato per noi della Bob Company uno dei giochi più divertenti in co-op, la terza incarnazione del franchise che uscirà tra qualche mese si preannuncia ancora più folle ed esagerato.
Ecco un nuovissimo video dove ci viene presentala fazione dei Luchadores.


lunedì 22 agosto 2011

#Beat 'em up: Volume 1 Elettronica

La prima puntata di Beat 'em up è un'omaggio a 4 tra le più belle musiche elettroniche che hanno fatto da cornice
ai videogiochi. E' un primo assaggio, le prossime puntate conterranno più canzoni. Per ora deliziatevi con queste, potranno tenervi compagnia nelle ultime calde giornate di mare!!



Lo show di BobCompany Game Inn su Spreaker


Tracce:
1) Metroid Prime Menu Ost
2) Devil May Cry 3 Battle Theme
3) Armored Core Ost: Complete Physical
4) Space Channel 5 ep 2 Ost Invasion Song Suits King Purge

L'estate finisce la Bob Company ritorna.

Una piccola pausa estiva serve anche agl'infaticabili eroi della compagnia.
Dopo qualche vacanza lontano(?) da i nostri marchingegni elettronici siamo ritornati per parlarvi del nostro amato mondo.
Solo per voi un wall paper per il vostro pc, di Thor, Spiderman e Deadpool. Come non amarli?



In attesa delle nuove putante delle varie rubriche e dei primi editoriali, cosa c'è di meglio se non una raccolta di wall paper dedicata agli eroi Marvel?

lunedì 1 agosto 2011

#Livin' in a pixelled world: rule 4

L'arma "finale" non è solo quella più distruttiva del gioco, ma anche quella che raccoglierete cinque minuti prima dei titoli di coda.

#Beat 'em up

Immaginate un viaggio senza suoni, cosa vi rimarrebbe? Solo una serie di immagini incomplete.
Per quanto ci troviamo  in un mondo maggiormente orientato alle copertine che al contenuto, nel mondo dei videogiochi per fortuna questo non accade. Storie ed immagini straordinarie vengono accompagnate da musiche e suoni che miscelandosi insieme riescono a  farci vivere emozioni indimenticabili.
Cosa sarebbe stato lo scontro finale del vostro gioco preferito senza quella splendida musica ad accompagnare l'azione?
Beat 'em up sarà la rubrica che vi farà viaggiare comodamente seduti davanti al pc, con le migliori ost presenti nel mondo dei videogiochi, rifacendo affiorare qualche bellissimo (vi faremo scendere le lacrimucce) ricordo agli appassionati e facendo capire quanti veri e propri capolavori compositivi hanno accompagnato nei decenni questo passatempo deifinito dai profani per "bambini".
Credetemi nemmeno la miglior colonna sonora "hollywoodiana" reggerà il confronto.
Allacciate le cinture, e viaggeremo all'infinito, la benzina per fortuna nei videogamen non esiste!

#Livin' in a pixelled world: rule 3

Il coltello, che avete usato solo una volta in un filmato per accendere il fuoco alla Bear Grylls, sarà sempre più letale di qualsiasi fucile riusciate a trovare.

domenica 31 luglio 2011

#Livin' in a pixelled world: rule 2

I soldi crescono davvero sugl'alberi, nell'erba, dentro i barili e in misteriosi forzieri sparsi in giro di cui solo il protagonista sembra avvertirne la presenza.  

#Livin' in a pixelled world: rule 1

Nonostante siate l'ultima speranza del mondo, all'inizio qualsiasi topo, pianta o guardia cittadina potrà stendervi con un solo starnuto.

#Livin' in a pixelled world

Chiunque abbia mai provato un paio di videogiochi nella sua vita (il primo che se ne esce con "Farmville" verrà trafitto da un giavellotto spartano vagante), avrà sicuramente notato che il mondo digitale è piuttosto differente da quello che ci accoglie ogni mattina al nostro risveglio. Non solo perchè permette l'esistenza di creature fantastiche come draghi, cyborg e idraulici onesti, ma anche e soprattutto per tutte quelle trovate dei programmatori che nel tempo si sono trasformate da semplici mezzi per aiutare (o meno) i giocatori nelle loro imprese, a vere e proprie leggi non scritte. Queste "leggi" si ripetono con cambiamenti minimi da decine d'anni ormai, al punto che potrebbero essere raccolte facilmente in un libro. E visto che (fortunatamente) non tutti quelli che ci seguono hanno sprecato ampie porzioni della propria vita a sperimentarle in prima (o terza) persona, abbiamo pensato di scrivere noi quel libro. O meglio, di scrivere qualche appunto di quest'ultimo. A partire da domani quindi, sulla nostra pagina appariranno i primi principi fondamentali da sapere per chiunque di voi sia vagamente interessato al nostro passatempo (o voglia interessarsene), in modo da scoprire uno dei motivi per cui tale mondo sembra affascinarci tanto.

Le presentazioni...

Cos'è la Bob Company.. mmm.. difficile da spiegare, principalmente siamo un gruppo di amici conosciutisi attraverso il goco online, col tempo però siamo diventati qualcosa di più, prima amici anche al di fuori dal mondo virtuale e poi ideatori e cratori di un progetto. Ovvero Game Inn, un blog fuori dagli schemi, che vi farà divertire (almeno si spera ndr), e vi farà conoscere meglio questo fantastico mondo fatto di pixel e poligoni.
Vi parleremo dei vidogiochi meno famosi ma non meno divertenti, e vi strapperemo qualche risata con gli aneddoti che ogni buon videogiocatore ha sicuramente vissuto sulla propria pelle.
Che dire, vi aspettano tante sorprese se avrete voglia di leggerci.

La prima rubrica del giorno sarà " Livin' in a pixelled world "  .

                                                              Lo Staff di Bob Company: Game Inn (Bob, Anto ed Andriel)